CIRCA LO SCARTARE - Per
regola generale dello Scartare è il farsi un fallo d'una sequenza. Le
altre regole poi sono: che non si scartano mai Regine, quando non fossero
sole, e nemmeno si debbono scompagnare. Che si scartano le Figura invece
di Cartaccie, quando si può. Che si scarta di quel gioco, del quale se
ne ha due, e non di quello ove una sola se ne ha: perchè gli avversari
meno vi possono far andare in Trionfo, ed ancora è più facile d'avere
il Re, che avete scartato. (Evitare la scartata 'zoppa' perchè puoi trovare
il re più lungo e gli avversari ti mandano via più facilmente. Se ne scarti
due, hai più possibilità di catturare il Re della Scartata). Che non potendosi
scartare a qualche Palo particolare, si scartano due figure d'altre sequenze.
Che si deve scartare, e non fare le Cartaccie, quando il compagno avesse
buono. Che si debbono tenere le sequenze, e non scartarle. Che avendo
cattivo, ed avendo due trionfi che scavezzino la Grande, si scartano quelli.
Che avendo ottimo, è meglio non scartare in verun modo, per potere
rimettere al Compagno il gioco, quando avreste fatte le vostre
prese sicure.
CIRCA A CHI E' IL PRIMO A GIOCARE - Egli deve in principio
giocar nel Palo più lungo per cercare di cavar li Trionfi agli avversari
col trovarne la Scartata. Egli deve nel proseguimento del gioco mandar una
figura verso il Compagno, massime quando ha scartato. Egli non deve mai
giocar la Regina, quando non avesse il Compagno fatto un'accusata, che lo
richiedesse. Egli deve procurare di cavar li Trionfi alla parte
contraria; ma non deve mai cavarli al Compagno. Egli deve giocar di quel
gioco, che ha segnato la parte contraria. Egli non deve mai, essendo il
primo, giocare il Re, se non teme il Cappotto. Avendo scartato, e dovendo
giocare, non deve scoprirsi la scartata.
CIRCA IL RISPONDERE - Non si deve mai rispondere la prima volta con
la Regina, se non si credesse che l'avversario avesse fatto la passata,
cioè sia stato indietro con il Re. Si deve rischiare una figura, quando
non si sa dove sia il Re. Non avendo di quel Palo, che è
giocato , e nemmeno Trionfi, non si deve mai rischiare un Re, fuorché nei
casi disperati; o quando si fosse sicuro, che il compagno dovesse prendere
la presa, e che gli avversari dessero a quel Re, che s'ha nelle mani: nei
quali casi si può rispondere col detto Re per > metterlo in
Casa
NORME DEL BUON
GIOCATORE - Per regolare bene il gioco in primo luogo bisogna contare
i Trionfi, che sono stati giocati, ed osservare nello stesso tempo le
qualità dei medesimi, per poter far gioco nelle Bussate; così ancora
nelle altre sequenze si debbono tenere a mente le carte, che sono state
giocate, almeno le maggiori: e dai giochi che gli avversari fanno, e da
quelli che vi fa il vostro Compagno, e con le carte, che avete nelle mani,
e con quelle, che fossero state accusate, si fa il raziocinio delle carte,
che quello ha, e quanti Trionfi abbiano gli altri, e da ciò poi si
ricava, se voi dobbiate sminchiare, o no, se dobbiate giocare la tal
carta, oppure la tal altra, e si conoscono ancora i giochi falsi che gli
avversari possono fare. Perciò, quando si voglia giocare questo gioco da
perfetto Giocatore, vi bisogna memoria, e raziocinio, accompagnato poi
dalla fortuna: non essendo buon Giocatore quello, che soltanto osserva
puntualmente le regole sopra descritte, usando a puntino delle azioni
necessarie di questo gioco; ma bensì quello, il quale sa vincere, o
almeno perdere il meno sia possibile, bene usando delle azioni arbitrarie
di questo gioco medesimo. E' bene che i novelli giocatori non si lamentino
quando hanno cattive carte, o si rallegrino quando le hanno buone: perché
ciò è un illuminare gli avversari, e più che probabilmente pregiudicare
a sè medesimi.
[Carlo
Pisarri - Istruzioni
necessarie per chi volesse imparare il giuoco dilettevole delli tarocchini
di Bologna - Bologna, Ferdinando Pisarri, 1754. Ristampa anastatica Arnaldo Forni
Editore - Bologna, 1984]
|
|