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In mancanza di carta e penna, e in
presenza di vasto analfabetismo, il punteggio ordinario veniva segnato
col sistema di gettoni, dette grane,
in piatto.
Venivano computati i soli punti
totalizzati dai vincitori della mano. Bastava anche un sol punto di
differenza per raggiungere la vittoria di mano.
Nel XVII secolo le grane...che...si segnano in piatto, si chiamavano Pesi. Questo nome
lo ricavavano dal numero 25, che forma il Peso. Era il Peso unità
di misura del punteggio pari a 25 punti. I punti ordinari totalizzati
dalla coppia vincitrice della mano, tra accusa e conteggio finale,
venivano divisi per 25, ottenendo il numero di Pesi
che, rappresentati da grane, finivano nel piatto segnapunti. L'eventuale
resto della divisione andava perduto, fosse pure di 24 punti.
Una seconda fiche era l'Oca, che rappresentava 10 grane,
quindi 250 punti, e che veniva utilizzata per il computo degli Onori.
Come detto, gli Onori erano premi straordinari che descriverò più
avanti.
Giocando a Pesi v'era sul tavolo un Piatto,
o Tondo e questo era di proprietà del vincitore della mano che vi
segnava il punteggio vinto con grane che rappresentavano, appunto, i
Pesi vinti nel gioco. Nelle
mani successive si aggiungevano o levavano grane e Oche a seconda che il
possessore del Piatto avesse vinto o perso la mano. In caso di vittoria
avversaria superiore al contenuto del Tondo, questo passava di mano con
un numero di Pesi pari alla differenza dei due punteggi.
Il gioco a Pesi classico proseguiva a
oltranza fino a quando si lasciava
star di giocare.
La vincita monetaria era computata sui
Pesi e sulle Oche presenti in piatto, quindi sul punteggio, e si
poteva perdere migliaia di queste grane. La dinamica era come...alla Cinquina a tutto andare,
gioco di Tarocchino a due
giocatori con cinque carte a testa, e chi faceva più punti segnava in
piatto una grana al punto, ed ogni grana valeva una posta: un gioco
d'azzardo, e difatti questo era il gioco
più precipitoso, cioè a perdere, che si usi con le carte de'
Tarocchini. Il gioco a Pesi assegnava una posta a ogni grana e non
ad ogni punto, e si giocava con tutto il mazzo e non con 5 carte
aleatorie.
Particolarmente pesante era
l'eventuale giuoco marcio, o
cappotto, come si dice oggi incassare tutte le prese della mano. Il
cappotto veniva premiato con ben 192 pesi o grane, portati poi a 200.
Inoltre si raddoppiavano le grane presenti in piatto, diminuendo così
il danno nel caso che le grane fossero a favore della coppia perdente,
portando la vincita a cifre stellari se erano segnate a
favore di chi dava cappotto. Dopo il gioco marcio le coppie restavano
fisse fino a fine gioco consentendo ai perdenti di prendersi la
rivincita: magra consolazione.
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